LIBERO PENSATORE, ALUNNO DEL TEMPO


Beppe Fissore

Caro Filippo, ho preso a prestito qualche parola del Pascoli per cercare di trasmettere al meglio le emozioni che Lei ha risvegliato in me. La Sua cucina figlia delle nostre origini, l’attaccamento alla terra, ai valori veri della vita al dono quotidiano della luce, l’incedere delle stagioni, il passo lieve del futuro, la capacità di aprire la porta dell’armonia che – troppo spesso – ognuno di noi scorda di avere. Le Sue proposte sono armonie figlie dello scorrere del tempo, sono radici che non temono nulla e si adattano ad ogni terreno, sono gemme primaverili, sono infiorescenze, frutti, grappoli di arte e passione. Io non ho vergogna delle emozioni, ne sono pervaso, mi faccio strattonare dai ricordi, ne vengo coinvolto fisicamente, ne esco però sempre più consapevole del valore della vita.

Grazie e ogni bene a Lei, alla Sua Consorte con la speranza di poter avere la fortuna di presto ritornare a vivere e respirare della Sua arte.